L'INPS e l'assegno di accompagnamento: Strane storie!

più autosufficiente, infatti viene dichiarato invalido civile al 100%. Per poter dare un supporto costante visto che noi figli lavoriamo ancora si opta per una badante e come aiuto economico si pensa di richiedere il famoso “Assegno di Accompagnamento”. Mia madre non sapendo come fare e sapendo che proprio nella sua via c’è un patronato per anziani a cui è già iscritta decide di rivolgersi lì e qui comincia l’avventura.. Il signore del patronato si occupa di fare le pratiche poi dà un indirizzo di un dottore dove mio padre deve recarsi per la visita medica per poter ottenere l’assegno. Già qua mi sorgono tre dubbi: Perché la visita medica se è già stato dichiarato invalido civile al 100% da un altro dottore dell’Inps? Seconda domanda: Ma non potrebbe andare un medico da lui visto appunto le sue difficoltà deambulatorie? Terza domanda: perché un dottore “convenzionato” anziché una struttura pubblica, una ASL o un ospedale? Domande destinate a rimanere senza risposta, fatto sta che a mio padre la domanda di accompagnamento viene respinta perché secondo il dottore un invalido civile al 100% è ancora autosufficiente! Mia madre amareggiata e sorpresa non sapendo come mai la sua domanda è stata respinta si rivolge di nuovo al patronato e qua gli dicono: “Signora è sempre così, l’Inps boccia sempre le prime richieste, ma lei vada da questo avvocato e vedrà che si risolve tutto”.  Mia madre me ne parla e decido di accompagnarla anche io dall’avvocato perché farsi riportare le cose da un anziano (mia madre è over 80 anche lei) alle volte è davvero difficile. L’avvocato guarda la pratica e subito ci fa: “Signori non ci sono problemi, facciamo causa all’Inps, la vinciamo e le faccio arrivare il suo assegno di accompagnamento.” Come facciamo causa all’Inps.. E se la perdiamo e quanto costa? “ Non dovete preoccuparvi “ ci risponde l’avvocato, “ Di cause così proprio per conto del patronato ne ho già fatte CENTINAIA, e le ho vinte tutte, guardi al massimo le ho vinte al 99,9%, quanto al costo con 350 € la causa si fa, è una spesa, ma poi voi ve la rifate subito con i primi assegni..” Mia madre si prende del tempo per pensarci sopra, poi dopo qualche giorno mi chiama e decide di fare la causa, mi dà i soldi in contanti (perché l’avvocato non vuole assegni) e quindi vado ad incaricare l’avvocato di aprire il contenzioso. Ho dovuto faticare molto per avere la ricevuta di quei 350 €, “Ma che se ne fa? Ma tanto non li potete scaricare ecc..” Insisto e dico che siccome non sono soldi e pratiche mie preferisco riportare con dati cartacei a mia madre che da buona pensionata crede solo a quello che tocca. Scocciatissimo mi fa la ricevuta e ci mettiamo d’accordo che mi chiama per farmi sapere come procede la causa.. Passa un mese e mio padre viene convocato per un'altra visita medica (Di nuovo? Forse pensano che mio padre nel frattempo ha fatto una gita a Lourdes che l’ha guarito?) di nuovo niente struttura pubblica ma “medico convenzionato” (“Eh ma questo è il nostro..”) dopodiché Passano due o tre mesi e dopo un silenzio assoluto mia madre comincia a telefonare per avere informazioni, l’avvocato è sempre irreperibile, la segretaria non sa niente ecc.. dopo un altro paio di mesi finalmente la segretaria dell’avvocato mi telefona e mi convoca nello studio. L’avvocato dopo dieci minuti e dopo aver scartabellato pratiche si ricorda chi sono e mi dice “Ho da darle una buona notizia, abbiamo vinto la causa” Bene, faccio io, e adesso come si prosegue, cosa succede? “Succede che l’accompagnamento le arriverà con gli arretrati dalla data della prima visita, e poi regolarmente mese per mese.” Perfetto faccio io, allora è finito tutto? “Beh non proprio” mi fa l’avvocato, “Ci sarebbe la questione dell’integrazione” Integrazione? E che roba è? “Vede se la causa l’avessimo persa le spese sarebbero finite lì, visto che invece l’abbiamo vinta ci sarebbero le spese di integrazione per la registrazione delle pratiche ecc..” Ah! Faccio io, non ne ero al corrente di questo e quanto sarebbe questa integrazione? “Mah.. faccia un po’ lei” Faccio un po’ io? Mi sono cascate le braccia mai sentito un avvocato che ti dice faccia un po’ lei.. Cosa vuole questo, una mancia? Altri 100 o 200 €? Non ho proprio idea di cosa voglia dire “Faccia un po’ lei “ Così glie lo dico direttamente che non avendo esperienza non so proprio di che cifra stiamo parlando, al che lui mi fa “Mah, come le dico faccia lei, la gente che viene qua in genere lascia MILLE, MILLEDUECENTO, MILLECINQUECENTO.. Ripeto, faccia lei” Ero talmente basito che non sapevo che dire, sono riuscito solo a balbettare che non prevedevo di dover portare dei soldi e non avevo con me il libretto degli assegni “ No guardi, li preferirei in contanti.. quanto al fatto che non li ha adesso, non si preoccupi, me li porta la prossima volta” Ah, ecco sì, ok facciamo così, senta nel frattempo lei non mi dà nessun documento? “Che documento vuole?” Bè un documento che dimostri a mia madre che abbiamo vinto la causano? Ci sarà pure un qualcosa di scritto su questo fatto.. Sa com’è mia madre se non tocca con mano non crede. Insomma tira e molla alla fine chiama una segretaria e gli dice di portare la pratica, la pratica consiste in un faldone di una ventina di pagine, ma lui mi fotocopia la prima e l’ultima e mi consegna solo quelle dicendo che a me tanto del resto non mi interessa niente. Va bè, poco convinto prendo queste due pagine e mentre saluto l’avvocato gli dico che spero almeno che gli assegni a mio padre arrivino presto, non come in certi casi che arrivano dopo il decesso del diretto interessato. Al che l’avvocato mi guarda e con aria furba mi fa ”Guardi non c’è problema, lei quando viene qua a portarmi i soldi mi ricordi questo che mi ha detto e io con sistemi miei che lei non è tenuto a sapere vedrà che le faccio arrivare prima di subito gli assegni!” Sistemi suoi? Accelerazione delle pratiche? Faccia un po’ Lei? Sono uscito da quello studio rimpiangendo di non avere addosso una videocamera o almeno un registratore, perché questa sembra proprio una storia incredibile, di quelle da raccontare a Striscia la notizia o alle Iene!! Parlando con i vecchietti della zona di mio padre scopro poi che anche a loro è andata nello stesso identico modo di mio padre: Prima visita dal dottore mandati dal patronato bocciati, poi causa, seconda visita sempre da dottori esterni, vittoria della causa e “integrazione” da versare in contanti ovviamente.. Ora io non sono nessuno a livello legale e non me ne intendo, però.. però mi pare di notare qualcosa di non molto regolare in questa storia e per la precisione: Perché le visite non nelle strutture pubbliche? Perché al secondo colpo tutti vincono la causa e ottengono l’assegno? L’Inps non sa quanto costano le cause? Vero che avranno i loro avvocati interni ma le spese di processo le pagheranno loro visto che hanno perso no? E a questo proposito, se io vinco la causa, che spese di integrazione devo pagare? Non paga tutto chi perde? E ancora: per la legge antiriciclaggio non si può pagare oltre 990 € in contanti e questo gli avvocati dovrebbero saperlo meglio di me, perché queste richieste di integrazione che superano in molti casi i mille euro in contanti? Quali sono i “sistemi che io non sono tenuto a sapere” che permettono di accelerare (o ritardare?) la consegna degli assegni? Perché poi si devono usare degli avvocati esterni? Io sapevo che ogni patronato ha un suo avvocato interno per le pratiche e si paga con la cifra di iscrizione, magari sbaglio, però.. Piccola aggiunta: A mia moglie che è commercialista mentre parlava con un cliente dalla parte opposta della città gli è stata raccontata una storia simile, (inutile dire che invece mia moglie non aveva fatto cenno alla nostra storia se non dopo..) con una unica differenza, l’avvocato al tipo aveva parlato subito della famosa “integrazione” e aveva anche quantificato a quanto avrebbe dovuto ammontare in caso di vittoria: TRE MENSILITA’ DI PENSIONE! Tutto questo non vi fa pensare a un giro strano?